Sei qui: HOME » Ieri » Il comune di Tito nella sua storia

Il portale indipendente di
TITO (PZ)

   

La fattura

 

Ancora oggi numerosi tra il popolo titese, e, in genere della Basilicata, con punte alte tra i Comuni del materano, si contano coloro che credono fermamente nella « fattura ». Siamo nel regno del mistero, della magia nera, del potere arcano, della stregoneria.
Esistono, per il popolo, diversi tipi di « fattura » (fatti magici misteriosi) secondo le finalità che, attraverso questo fatto magico si intendono raggiungere, ricorrendo, naturalmente ai depositari di questo potere, i gran sacerdoti della magia nera, quasi sempre di sesso femminile, le « fattucchiere », vecchie megere ignoranti ma astute.
Vi sono, così e fatture di morte » se il fine è la morte del nemico, « fatture » di malattia, di innamoramento, di liti coniugali, di ritrovamento, per far scomparire « lu gravantulti », per sapere notizie di persone lontane o scomparse, per causare danni al nemico, per mandare a monte fidanzamenti.
Sempre, naturalmente, mediante compensi, più o meno lauti, alla « fattucchiera », sempre pronta al servizio dei numerosi clienti.
« Zì Catarì, m’aia fà nà fattura, mò subbitti ».
« Cume la vuò? »
« A morte ».
« Pensaci, Filumé. Pensaci, costa parecchiti ».
« Zì Catari, aggiti pensà. Me l’aia fà a morte. Pozzu paà ».
E, concluso il contratto, ha inizio un fitto interrogatorio e una lunga ben congegnata serie di atti,, di scongiuri, di misteriose formule magiche che, secondo le vendicative intenzioni della cliente, dovrebbe concludersi con la morte del nemico, che però si salva, in quanto, sub-dorato il pericolo o avvisato opportunamente, il minacciato ricorre alla confrattura.
Infatti chi suppone di essere vittima di una « fattura » ai primi segni immaginari di essa o alle prime manifestazioni di casuali improvvisi dolori o malattia, ricorre subito alla « confrattura », annullando così il potere che le forze magiche hanno su di lui.
Il « maluocchiti », è, invece, un fluido, pure di natura misterioso che emana da persone invidiose, che si limita a produrre lievi malanni che scompaiono con « ti pigliadu a tiocchiti ». A Tito per lo meno il 70% delle donne di età superiore ai 50 anni, sono in grado attualmente di eseguire il non complicato cerimoniale del « pigliadu a tiocchiti » che ha inizio con le frasi magiche seguenti.
« Ciampa d’orso e ciampa d’ leone
chi t’la fatto pozza avé nu’ mal’onore.
Uocchiu e contr’uocchiu fuora maluocchiti
chi t’la fatto pozza ascì d’tiocchiti ».
Altra formula è questa:
« Tre palm’, tre ‘ncenzi benedett’ caccia l’tiocchiti a lu maledett’ ».
Il cerimoniale si conclude invariabilmente con tre o quattro sbadigli da parte di chi esegue « lu pigliada d’tiocchiti », a dimostrare l’esisenza del fluido malefico.

 


Forum | Ieri | Oggi |  Domani  |  Servizi