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Il noto scrittore Carlo Alianello nel suo romanzo
storico l’« Alfiere », sceneggiato anche in televisione nel 1956 (Vallecchi
edit. Torino, capp. XII-XVI), pone lo svolgimento di una parte dell’azione
narrativa a Tito, Pino Lancia, l’Alfiere dei Cacciatori borbonici protagonista
dell’avvincente romanzo, ripara per la convalescenza appunto in Tito. L’Alianello,
molti anni prima che scrivesse il suo romanzo che si svolge nel 1860, permanendo
nel paese per brevi soggiorni estivi, aveva avuto l’occasione di conoscere
persone e luoghi, di osservare tradizioni ed abitudini locali che egli
artisticamente traduce in vive immagini ambientali. Veramente realistiche
appaiono le descrizioni della piazza del Seggio, dei balli campestri, delle
sagre paesane e di Acqua Bianca, dove si svolge l’episodio della morte di
Titina che riesce, prima di essere colpita da una fucilata, a liberar il suo
Pino dalla prigione alla quale era stato costretto dai nazionalisti giovani
titesi.
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