 |
 |
Il Sac. Giuseppe Spera da Tito, autore di una monografia
storica « L’antica Satriano in Lucania » (Badia Benedettina di Cava dei
Tirreni 1886, pag. 19), parlando della storia di Tito, afferma che il paese
trasse origine e nome dal console romano Gracco che nel 212 fu ucciso a
tradimento dai Cartaginesi di Annibale. Ecco il brano integralmente riportato.
« Non sarà fuor di proposito il credere, che il nome a questa terra venuto
fosse dallo aver qui Tito Sempronio Gracco avuto i suoi alloggiamenti, allorché
fu nelli vicini Campi Veteri chiamato e tradito ». E continua riportando, in
traduzione, il passo di Tito Livio (Storie, L. XXV, capo XVI) che narra
l’avvenimento. « A Gracco, priaché movesse dai Lucani, mentre sacrificava,
avvenne un infausto presagio. Compiuto il sacrificio, due serpenti usciti
dall’occulto, accrostatisi alle visceri divorarono il fegato, e veduti da
tutti incontamente dileguarono. Ripetendosi questo sacrificio per comando degli
aruspici, e con più diligenza osservandosi le viscere, dicono che e la seconda
e la terza volta i serpenti fossero comparsi e, libato il fegato, incolumi
fossero spariti. Avendo gli aruspici ammonito che questo portento si riferiva
alcomandantee che si guardasse bene dalle insidie e dagli abboccamenti umani,
pur tuttavolta nessuna proveggenza valse a scongiurare l’imminente fato. Fu
Flavio Lucano, capo di quella frazione di Lucani che, quando una porzione di
essi passò ad Annibale, teneva ancora pé Romani, e in quell’anno era
magistrato, dagli stessi nominato pretore. Questi, mutato di repente partito,
cercando un’occasione d’ingraziarsi presso il Cartaginese, non stimò
sufficiente né che egli stesso parteggiasse né che tirasse alla defezione i
Lucani, ma pur volle sancire l’alleanza co’ nemici col capo e col sangue del
tradito ospite. Si abboccò secretamente con Magone, che imperava ne’ Bruzii;
e, ricevuta da lui promessa, che se consegnasse il romano duce, i Lucani liberi,
immuni nelle leggi, sarebbero divenuti loro amici, mena il Cartaginese in un
luogo, dove egli avrebbe indotto a venire Gracco con pochi soldati. Comanda a
Magone che ivi prepari pedoni e cavalieri e occupi quelle latèbre, dove
appiattasse alle insidie gran numero di militi. Studiano bene e da ogni parte
esplorano il luogo, fu stabilito il giorno di compiere tale impresa. Flavio si
recò dal romano duce.

- Pag. 1 -
Pag. 2
- Pag. 3 -
Pag. 4
|
 |